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Al ritorno dalle Ferie?







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Finalmente, tutti (o quasi) siamo ritornati dal meritato riposo e da vacanze veloci ma intense.

Al ritorno, rispolveriamo la nostra TV ed acquistiamo i giornali,
per metterci al corrente con l'attualità.


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Naturalmente e non ce ne meravigliamo, la parte da regina, spetta
alla politica che è sempre in primo piano.


Cosa è cambiato da prima delle ferie ad ora?


Il teatrino continua imperterrito e Deputati e Ministri, immersi nei loro egoismi di parte, giocano con il popolo, nelle arene Istituzionali, trasformando ogni problema di pubblica utilità, in un contenzioso, che osiamo definire privato.

I problemi che avevamo lasciati irrisolti, si presentano allo stato primitivo ma qualche ruga in più sui volti stanchi, per il troppo lavoro, degli addetti alla politica, o se preferite dei politicanti, segnalano che un po' di tempo è trascorso. I loro visi abbronzati con espressioni diversificate a secondo dei partiti che rappresentano, segnano l'ennesima interpretazione di un repertorio che per la ripetitività, ci ha stancato e deluso.
Centro, destra e sinistra; poli, divaricazioni, convergenze, insulti e quant'altro, sono anche ora all'orine del giorno mentre l'Italia e gli Italiani, sono allo stremo…alla "
Frutta".

Noi, a combattere contro il caro vita, la mancanza di lavoro, gli affitti alle stelle ed i mutui impagabili.
La scuola tra precariato, didattica, esami, aule e docenti, è e resta, un minestrone da cui non se ne viene a capo.
A sentire i "
Capoccioni", hanno tutti ragione e noi, con il naso all' insù come bambini ignari ed impotenti davanti ad una vetrina che espone giocattoli, restiamo in balia degli eventi, dimenticandoci ben presto di quei minuti di relax al sole, trascorsi troppo in fretta.

Elezioni si, elezioni no… è questo il problema?


Coloro che sono alla guida del nostro Paese, dovrebbero conquistarci con i fatti, lasciando alle chiacchiere ed ai pettegolezzi di palazzo, uno spazio di sopravvivenza -
se proprio non ne possono fare a meno -

Agli Italiani sono richiesti sempre sacrifici.


Sul nostro inno nazionale, bisognerebbe cambiare il testo in qualche punto. Per esempio, al posto di "Dell'elmo di Scipio sei cinta la testa" scrivere:
sei sempre Italiano se stringi la cinta.

Ben tornati a tutti e che il vento del rinnovamento e del rinsavimento generale, spiri a tutto campo nelle aule di Camera e Senato, come segno tangibile di autentica volontà di rendere gli Italiani, sicuri del giorno dopo; abbandonando il "Volemose bene" e l'arte dell'arrangio, in un prossimo auspicato futuro.


Piero B.


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