Una Voce Sul Pentagramma...e fuori le righe...


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Recensione Artisti







Se unissimo la semplicità ad un sorriso accattivante, avremmo di fronte
Lanfranco Giansanti.

Soltanto due parole per descrivere una persona? In questo specifico caso,

si può tranquillamnte rispondere di sì.

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Chi è Lanfranco Giansanti? Un autore, un compositore; un uomo che trascrive attraverso sensazioni ricche di sentimento, ciò che i suoi occhi ed il cuore percepiscono, trasformandoli in poesia, in note musicali che s’intrecciano a formare melodie ed armonie, che mai si confondono tra loro, ma che sanno creare paesaggi ricchi di contenuto.

Durante la sua vita d’artista poliedrico di una fertilità fuori del comune, Lanfranco Giansanti, ha composto moltissime canzoni romane, disegnando con tratto leggero ed elegante, una Roma antica ed una nuova, sapendo sfumarne i contorni… e rendendole l’una, il naturale proseguimento dell’altra.

Forse, con la complicità di un mare dalla voce umana… o grazie al carattere gioioso e malinconico assieme dei Napoletani, il nostro autore, ha iniziato a scrivere e descrivere nelle sue canzoni, anche Napoli e lo ha fatto sempre, con vezzo armonico e stile congeniale al suo modo d’esprimersi.

Le melodie Napoletane che così sono nate, spontanee e prive di contaminazioni se non quelle provenienti dalla propria anima, hanno iniziato ad essere apprezzate dal pubblico e dalla critica, stimolando Lanfranco Giansanti a continuare nel suo ispirato progetto.

Giunti alle porte del trentaduesimo Festival Internazionale della Canzone Napoletana 2009, Lanfranco Giansanti, ha deciso di presentare in concorso due brani di sua composizione: uno in dialetto napoletano (
oserei dire in lingua napoletana) dal titolo “Napule Chiagne”, l’altro in italiano, “Un Amore Fragile”, affidandoli alle voci di Filomena Piro ed Isabella Alfano.

L’esperienza di palcoscenico e la voce impostata di Filomena Piro da una parte e l’interessante e giovane interpretazione di Isabella Alfano, hanno letteralmente entusiasmato il pubblico presente al Teatro Bolivar di Napoli ed ottenuto dalla giuria, il più alto riconoscimento che ne ha sancito la vittoria.

Un doppio riconoscimento ad un autore e compositore, che dopo anni di gavetta musicale, sacrifici non indifferenti e volontà, è riuscito con umiltà ma fermezza, a raggiungere la vetta in una manifestazione ben organizzata, giunta non a caso, alla sua trentaduesima edizione.

Lanfranco Giansanti, si è guadagnato grazie alla sua “Penna” intrisa di sentimento, altre due coppe che si uniranno a quelle ottenute durante una carriera ricca di riconoscimenti.

Nessun cambiamento, ma la consueta modestia, accompagnerà Lanfranco Giansanti anche in futuro e le sue canzoni, conserveranno quello stile inequivocabilmente semplice e senza fronzoli, caratteristica essenziale e consequenziale di un modo di vivere, lontano da un divismo asettico, privo di calore umano.



Piero B.

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"Sanremo giovani proposte", grazie ad una commissione giudicante, ha tirato fuori del “Cappello” a cilindro di una prima selezione, cinquanta nomi che sulla carta, per la maggioranza delle persone, sono anonimi e come di consueto, raggruppati senza quel minimo di presentazione, che certo non avrebbe guastato.





Monja


Noi, non sappiamo fare miracoli ma ci muoviamo come sempre ci siamo mossi, ed abbiamo ascoltato, tra gli altri, una cantante che ci ha particolarmente colpito per originalità.

Monia, questo è il suo nome, ha una voce timbrata che conserva intatta su tutto il suo registro; è capace d’interpretare un genere variegato ed a nostro avviso gli si addice, come un vestito su misura, un repertorio cui non debba mancare in alcun modo, la grinta.

Monia sul palco si muove senza ricercatezze con naturalezza e sentendo dentro di se il ritmo, fa vivere insieme alle sue movenze, la teatralità dell’insieme, senza risultare monotona o costruita. Ha sempre sentito nel suo io ricco di sensibilità ma anche di forza di volontà e stile innato, il desiderio di cantare, d’esprimersi con tutta la forza delle proprie capacità che via via, sono maturate in lei, come boccioli di una pianta, pronti per essere ammirati successivamente, come fiori dal colore unico, personale.

Monja non si fa illusioni, cammina per la sua strada con serenità ed anche se risulta tra i cinquanta “Eletti” che dovranno ancora passare per ulteriori selezioni onde giungere al teatro Asriston, si sente serena e pronta ad affrontare con la propria passione, ogni evento… avventura o disavventura che sia, con disinvolta ma oculata attenzione.

Siamo convinti che Monja non passerà inosservata, perché nulla in lei, é artificialmente costruito; è sempre e comunque se stessa ed anche se l’emozione è forte, da questa trae continui insegnamenti per migliorarsi, per piacere e piacersi… ma soprattutto, per rispondere con le proprie emozioni, ad un pubblico desideroso di porre domande e che si attende risposte sincere.

A Monja, l’augurio di conservare la propria immagine senza farsi trasformare da quei consigli mirati soltanto all'annullamento di personalità nate per la musica. Le statue di cera, belle soltanto a vedersi ed i burattini manovrati, sono lontani mille miglia dall’essere considerati Artisti o apprendisti… tali.



Piero B.



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Predisposizione all'arte - Istinto - Studio - Volontà - modestia





Corrado Ferrante

Coloro che ci leggono con una certa frequenza, sanno che da queste pagine, quando presentiamo un artista, cerchiamo di non inserirlo in una vetrina sterile ricca di luci che poi, quando si chiude la “Serranda”, scompaiono agli occhi di passanti incuriositi più dagli effetti speciali che dall’effettivo valore dell' Oggetto” ammirato.

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Di questi tempi, siamo spesso abituati a “Personaggi” creati da abili mani e vestiti di un abito fatto di cera, capace di liquefarsi al primo raggio di sole scaturente da un esame
che vada aldilà della pura esteriorità.
Giovani e baldanzose promesse, saltellano in TV o su passerelle luccicanti, dimostrando una nullità coperta da ridicoli ed addomesticati tentativi atti a gettare in pasto al pubblico, del fumo che dissolvendosi rapidamente,
non fa altro che spalancare le proprie braccia ad un pauroso quanto evidente vuoto.

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Perché parlare proprio del giovane Corrado Ferrante?

Una semplice ricetta per il successo: la Sua !


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Dedicando del tempo alla ricerca di artisti validi ai quali non spetta, secondo i dettami assurdi di una terminologia ripetitiva l’appellativo insignificante di “Vip”, abbiamo scoperto un giovane modesto che sa presentarsi davanti al pubblico con la semplicità tipica di colui che ricerca nel proprio io, sensazioni capaci di essere ritrasmesse con la medesima intensità emozionale.

Corrado Ferrante, dopo anni di duro lavoro spesi per apprendere l’arte nella sua pur nota complessità: danza, recitazione e canto, consapevole delle proprie doti poliedriche, ha intrapreso senza preconcetti un cammino irto di difficoltà, in quella strada piena di luci ed ombre chiamata “Mondo dello spettacolo”. La sua voce, ricca di armonici che la rendono particolarmente originale, in simbiosi con la tecnica vocale appresa, viene sapientemente dosata per il raggiungimento di quell’originale interpretazione, che rende le esecuzioni di Corrado Ferrante sempre diverse, ma nel contempo, immagine speculare della sua immutabile interiorità.

Non è questa la sede per elencare i successi, le apparizioni televisive e/o teatrali di
Corrado Ferrante; il nostro intento è di riconoscere ad un artista, quei meriti che a volte, non hanno come immediata conseguenza il successo, ma che sono i giusti mezzi per raggiungerlo; mezzi capaci con un trasformismo interiore, di creare nell’artista, esperienze stimolanti e messaggi da proporre, sempre più comprensibili.

Corrado Ferrante, è seguito da una manager ricca d’esperienza e di capacità selettiva;
da
JO CHIARELLO; con una guida sicura e mai invadente, la strada del successo,
sarà sgombra da ostacoli inopportuni ed impervi.

Da oggi, un motivo in più per godere di quelle note "Generose" come un buon vino, che nascono e si nutrono grazie agli applausi di un pubblico sincero; un modo per dare a Corrado Ferrante, ciò che desidera: il vostro calore e la possibilità d’interscambiare, vecchie e nuove emozioni.



Piero B.


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