X Factor quarta edizione "Il Preludio"
Un presentatore che più DJ di così non si può
un pubblico prodigo di applausi e "Gridolini"
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Una giuria qualificata, che al suo interno, vede una "Tatangelo", giovane cantante, con poca esperienza, che dispensa consigli e da giudizi, dando ascolto, supponiamo, quasi esclusivamente , a sensazioni "Private" che sciorina dalla sua bocca tra un sorriso accattivante e l'altro.
Elio delle "Storie Tese": ironico sì, ma capace di giudizi tecnicamente pesati. L'unico problema é che non si capisce bene se ciò che dice, è veramente quello che pensa, o recita un manuale comportamentale impostogli dalla situazione.
La "Mara": conosciutissima scopritrice di talenti; lungimirante addetta ai lavori ed imprenditrice coerente, sornionamente, regala i suoi commenti conditi da parole fuori dal vocabolario, e gestualità, spesso prese in prestito da ambienti non del tutto consoni all'interpretazione del suo ruolo.
Ruggeri: un benpensante che prima con forma ed educazione colpisce anche duro, e che in rapida successione, quasi pentito, o sollecitato dal parere degli atri "Giurati", rimaneggia il tutto, addolcendo la pillola.
Abbiamo constatato che la parola più pronunciata dalla giuria, risulta essere "Grinta". Ogni piè sospinto, viene a galla, e somiglia, troppo spesso, ad un "Grimaldello" usato per uscire dall'imbarazzo di non dare giudizi tecnici che forse, a nostro parere, sarebbero più adatti per delineare la personalità artistica (qualora presente), dei cantanti che via via, si alternano sul palco esibendosi.
Non abbiamo visto a dire il vero, delle novità di rilievo; cantanti che possiedano il "Fattore X" tanto meno.
Routine, prove di repertorio, tentativi di trovare un'originalità a tutti i costi, caduta spesso e volentieri nel vuoto.
Se tanto mi da tanto, gli ottanta concorrenti esclusi erano proprio sotto zero?
Una contraddizione palese, abbiamo avuto modo di constatarla, allorché gli stessi membri della giuria, dopo aver esaminato i provini e testato i cantanti considerandoli idonei alla gara, emettano, ancora, durante la puntata, giudizi, che forse avrebbero portato alla non accettazione del relativo concorrente.
Il pubblico "Sovrano" televota; chi volesse da casa esprimere gratuitamente (la telefonata si paga), il proprio giudizio, si troverebbe in seria difficoltà; i brani musicali e le relative interpretazioni, sono di breve durata; tagliati arbitrariamente ed a volte smembrati del significato più profondo dettato dalla melodia e dal relativo testo.
I tempi televisivi? Questa pantomima giustificatrice è troppo inflazionata.
La presa in carico dei concorrenti, distribuita non si sa con quale criterio e di chi, ci sembra una divisione dettata da esigenze di copione, più che da scelte attribuite ai membri della giuria.
Troppa fantascienza, in una gara molto sentita da chi vi partecipa; spettacolarizzazione forzata, anche di
piccoli difetti come la balbuzie e retroscena di vite familiari vissute tempestosamente.
La grossa "Macchina" di "X Factor" ha appena iniziato il suo lento ma inesorabile cammino; ci auguriamo che piccole e grandi falle, siano ricucite con professionalità, a sostegno di un Arte, quella del canto, troppo usata per riempire palinsesti e per illudere partecipanti con lustrini, video clip ed esibizioni, senza lasciare spazi artistico / interpretativi agli unici titolari di emozioni: i partecipanti al concorso.
Ci aggiorniamo alla seconda puntata, usando se possibile, la nostra schiettezza, ma sempre considerando i nostri commenti, un semplice parere…mai… una sentenza.
Piero B.
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